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Incipit letterari
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Incipit di opere di argomento religioso, spirituale e di riflessione.
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Opera di pace - Henri Nouwen PDF Stampa
30-08-2010
Il 6 agosto 1945, il giorno in cui la bomba atomica venne per la prima volta usata nella guerra, portare la pace venne a significare qualcosa che prima non poteva significare: il compito di salvare l'umanità dal suicidio collettivo. Il 6 agosto 1945, mentre i cristiani celebravano la Trasfigurazione di Gesù sul monte Tabor, l'era atomica veniva inaugurata da una luce che incenerì Hirsoshima e uccise 125 mila dei suoi abitanti. Quel giorno, la benedizione sugli operatori di pace è diventata la benedizione per il nostro secolo.

Henri Nouwen
Titolo integrale: Opera di pace. Preghiera, resistenza, comunità
Titolo originale: Peacework. Prayer, Resistance, Community
Traduzione: Pietro Crespi
Editore: Queriniana (2005) 2006

 
50 angeli per accompagnarti durante l'anno - Anselm Grün PDF Stampa
06-02-2009
"L'angelo dell'amore"
La parola amore è talmente logora che quasi mi vergogno a collocarla all'inizio della serie dei 50 angeli. Le canzoni di successo parlano d'amore. Tutto gira attorno all'amore. Molti collegano subito alla parola 'amore' l'idea di una sessualità soddisfatta. Tuttavia, per quanto possa essere profanata la parola amore, ognuno nel profondo del suo cuore anela all'amore. Ognuno ha una gran voglia di essere amato incondizionatamente da altri. Gioisce quando s'innamora di un'altra persona che gli ricambia l'amore. Allora qualcosa fiorisce dentro. D'improvviso il suo volto irradia gioia. Sa di essere incondizionatamente accettato ed amato da un amico o da un'amica.

Anselm Grün

Titolo originale: 50 Engel für das Jahr. Ein Inspirationsbuch (1997)
Traduzione: Gianni Poletti
Editore: Queriniana (2000), 2008
 
La città dei ragazzi - Eraldo Affinati PDF Stampa
28-12-2008
“Ciao, caro Raldo, sono tuo studenti Hafiz, nato Kabul, 1987, afganista, una
paeizi numerose lunga storia. Dlla guerro voglio contare mio vita chi molto
doloroso chi avoto da quando chi in Arganista sempre guerra. Andavo scola,
avevo otto anni. Quando tornato casa mio mama peripara di mangiare. Un
giuono tornato casa visto chi mio mama piangeva. Ho fatto domandare à
mama perché piangi. Diceva chi papa non ce. Una groppi di governo intrato
casa, portato papa noso dove. Dopo due giuoni io con fratelo con mama nadto di
papa. Per liberare papa non avevamo soldi. Mia mama chi sempre piangeva,
diceva gioro chi non abiamo niente. Dopo un giuono papa tornato casa, poi
mio fratelo lavorava. Un giuono lavorava, un giuono no. Uno giuono mi
tornato scola, visto chi tuto casa strutto, mama papa morto. Dopo mama papa
chi morto stato giornata pesantissimo. Me è mio fratelo. Dopo fratelo decisa
per andare Iran perché in Arganista non era pace ne reposo. Mio fratelo chi
era grande con me. Siamo cominciati viaggiare. Siamo stati Iran tre anni.
Mio fratelo sempre lavorava per andare Turchia. Quando chiedevo da mio
fratelo dove vogliamo andare sempre diceva no ti parioccupa, siamo coma
una celli liberi, oggi qui domani noloso. Abiamo partiti quasi due sttemani.
Viagi con piedi. Quando mi stancavo mio fratelo prendeva sul spalle sue.
Dopa siamo arivati Turchia Istambul. Fratelo lavorava. Anchi io con mio
fratelo lavoravo. Dopa mio fratelo con duei amici sua comprato barca di
plastica per andare Greca. Dopa partita una sttemani dopa ho sentito chi
morto dentro al mare con sui amici. Dopa chi mio fratelo morto stata una
giornata pesantissimo. Tuti giuono piangevo pinsavo sempre. Mi parioccopavo
per mio futuro chi non saro una barboni…”

Editore: Mondadori (2008)
 
La musica in testa - Giovanni Allevi PDF Stampa
28-12-2008
È il 9 aprile 1991, giorno del mio ventiduesimo compleanno.
Sono arrivato qui a Napoli da solo, dopo un lungo viaggio in treno, per fare il mio primo concerto lontano da casa.
Mentre mi portano in camerino, il mio sguardo cade su un pezzo di carta, appeso con lo scotch sulla porta a vetri della piccola sala da concerto: «Serata jazz. Giovanni Allevi. Pianoforte».
Serata jazz? Suonerò la Partita in Do minore di Bach, diversi brani di Chopin, cinque studi di Scriabine, Ravel e alcune mie composizioni. Serata jazz?
In camerino mi vesto.
Eccomi, sono pronto. La camicia è bianca con il colletto ben stirato, lo smoking è nuovo comprato apposta per l'occasione, le scarpe sono nere lucide e ho un po' di gel sui capelli corti. Lavo gli occhiali, come ultima cosa.
L'organizzatrice, con una voce un po' imbarazzata, mi dice che iniziamo alle nove in punto.
Perché è imbarazzata?
Faccio un sospiro e attendo.
Viene a prendermi. È seria e guarda per terra. Ci dirigiamo in silenzio verso la porta di vetro. Me la apre e mi invita ad entrare.
Ora so che passare quella porta significava iniziare un'altra vita.
Ecco il pianoforte, le sedie, ma... non c'è nessuno! Conto solo cinque persone. Sedute, per giunta, in seconda fila. Ecco perchè l'organizzatrice è imbarazzata: non è venuto nessuno a sentirmi.
«Buonasera, mi chiamo Giovanni Allevi. Grazie per essere venuti al mio primo concerto a Napoli».

Editore: Rizzoli, 2008
 
Opera di pace - Henri Nouwen PDF Stampa
28-12-2008
Il 6 agosto 1945, il giorno in cui la bomba atomica venne per la prima volta usata nella guerra, portare la pace venna a significare qualcosa che prima non poteva significare: il compito di salvare l'umanità dal suicidio collettivo. Il 6 agosto 1945, mentre i cristiani celebravano la Trasfigurazione di Gesù sul monte Tabor, l'era atomica veniva inaugurata da una luce che incenerì Hiroshima e uccise 125 mila dei suoi abitanti. Quel giorno, la benedizione sugli operatori di pace è diventata la benedizione per il nostro secolo. Il bombardamento di Hiroshima e la corsa alle armi nucleari che ne seguì, hanno fatto della pace il compito centrale dei cristiani. Ci sono molti altri compiti urgenti da portare avanti: l'impegno per il culto, l'evangelizzazione, sanare le divisioni delle chiese, combattere la povertà e la fame nel mondo, difendere i diritti umani. Ma tutti questi compiti sono strettamente legati al compito che sta al di sopra di tutti questi: portare la pace. Portare la pace oggi, significa dare un futuro all'umanità, fare in modo che sia possibile continuare insieme la nostra vita su questo pianeta.
Ognuna delle otto beatitudini che Gesù ha proclamato nel Discorso della montagna è per tutti i popoli e per tutti i tempi. Ma ci sono tempi in cui una parola ha una risonanza più forte di un'altra. Nel XIII secolo, san Francesco mise in primo piano la benedizione dei poveri. Nel XIX secolo molti santi e veggenti richiamarono l'attenzione sulla benedizione dei puri di cuore. Chiaramente, il nostro secolo è il secolo degli operatori di pace. Qoelet dice: «Per ogni cosa c'è il suo momento, il suo tempo... un tempo per tacere e un tempo per parlare... un tempo per la guerra e un tempo per la pace» (3,1.7s). Questo è il tempo per parlare della pace.

Titolo completo: Opera di pace. Preghiera, resistenza, comunità
Titolo originale: Peacework. Prayer, Resistance, Community (2005)
Editore: Queriniana, Brescia
 
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