Mercoledì 23 settembre 2020
 
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Chiesa Beata Vergine del Paradiso PDF Stampa
Chiesa San Savino - facciataLe prime presenze francescane a Faenza risalgono al 1223-24, ancora viventi S. Francesco e S. Chiara. I frati minori vi si trovano dal 12 febbraio 1236, ma dell'Ordine francescano secolare si ha traccia da ancor prima. I francescani fondano S. Girolamo (la chiesa del Cimitero), la via Crucis e, in seguito, la chiesa del Paradiso. L'origine e la fondazione della Madonna del Paradiso risale al 1499, come ci dice la storia cittadina di don Marcello Valgimigli, che la situava "presso le mura della nostra città a breve distanza da Porta Imolese sulla via Emilia al sinistro lato di chi da Faenza si conduce alla volta di Imola". Terziari francescani regolari vi abitano fino alla soppressione napoleonica, poi la chiesa passa al Governo Provvisorio dell'Emilia, è ceduta di seguito al Comune di Faenza e l'anno dopo (1806) è acquistata, con la proprietà che era dei frati, da Taddeo Rondinini.
La famiglia Rondinini affittò la struttura a braccianti, operai, sensali, che però la portarono a un impressionante degrado: la chiesa fu convertita in parte in stalla, in parte a fienile, in parte ad uso di abitazione, mentre molti la chiamavano "nido di ladri e di donne di mala fama". Anche l'immagine della Madonna del Paradiso fu venduta: messa all'asta, la comprò don Sante Zannoni, parroco di S. Savino, che poi la lasciò alla chiesa parrocchiale. La famiglia Rondinini, intanto, apportava altre modifiche a chiesa e orto, per poi lasciarli in eredità al conte Luigi Magnaguti.
Il conte Magnaguti tenne l'eredità fino al 20 giugno 1881, quando convento e chiesa (ridotta gli ultimi tempi a falegnameria) furono comprati dai Francescani del Carmine, che iniziarono subito dei lavori di restauro e riparazione. La chiesa fu rifatta dall'ing. Antonio Zannoni e ritoccata dal padre Raffaelangelo Ballanti Graziani, il convento restaurato ed ampliato.
La sera del 16 settembre 1882 i frati del Carmine entrarono nel convento del Paradiso. Ma i lavori continuarono anche negli anni successivi: p. Raffaelangelo da un pannello oggi al museo diocesano di Imola, raffigurante i SS. Protettori di quella città, ricavò la Madonna col Bambino attorniata d'angeli, che è ancor oggi l'immagine della Madonna del Paradiso.
Il 28 settembre 1886 il vescovo di Faenza Mons. Gioachino Cantagalli consacrava solennemente la chiesa della Madonna del Paradiso. La vita religiosa conobbe una pagina di singolare importanza l'8 settembre 1904, quando con grande sfarzo si celebrò il cinquantenario del dogma dell'Immacolata.
Durante la I guerra mondiale gli Inglesi erano a Faenza, a supporto dell'esercito italiano, e chiesero il convento come ospedale, ma fu possibile dar loro solo la casa attigua. Se ne andarono nel novembre 1919. Nel 1921 cadeva il 7° centenario del Terz'Ordine Francescano, che i frati di S. Francesco, del Paradiso e del SS. Crocefisso celebrarono con solennità e fraternità. Si ritrovarono nel 1926, per il 7° centenario della morte di S. Francesco, con molte celebrazioni ed iniziative. Un'altra pagina importante della storia della chiesa del Paradiso è nel periodo di ricostruzione della chiesa di S. Savino: dal 17 giugno 1292 al 6 dicembre 1931 mons. Venturi face quasi tutte le funzioni parrocchiali al Paradiso, in un'atmosfera di concordia tale che ultimata la nuova (attuale) chiesa di S. Savino, don Venturi rilasciò a ringraziamento ai frati del Paradiso una pergamena con miniature. Nel 1934-36 fu ricostruito il nuovo convento, che per un certo tempo si affiancò al vecchio.
Durante la II guerra mondiale fu occupato dai Tedeschi, poi dai Neozelandesi, poi dagli Indiani, trovandosi sempre al centro dei combattimenti. Dalla fine della guerra al 1957 il convento nuovo ospitò famiglie di senzatetto. Iniziarono poi i lavori di restauro, terminati nel 1959, mentre dal 1960 al '62 furono costruite le mura di cinta attorno all'orto. Occorreva una nuova chiesa, e nel 1961 fu definito il progetto: abbattimento di convento e chiesa e ricostruzione. La prima pietra fu posata il 24 marzo 1963, i lavori iniziarono solo nel 1965 e l'anno dopo la chiesa progettata dall'architetto Melchiorre Bega era finita. La prima festa del Paradiso fu celebrata il 5 marzo 1967, ma furono necessari altri lavori.
La nuova chiesa ospitò, oltre alla vita religiosa, vari concerti d'organo, mentre dal 1973 al 1990 parte del convento fu adibito dal Comune a scuola elementare. Intanto, il 6 gennaio 1976 andava distrutta in un incendio a S. Savino la prima immagine della Madonna del Paradiso, quella "storica" adorata per oltre tre secoli nella vecchia chiesa e salvata da d. Sante Zannoni che l'aveva acquistata dai Rondinini: di essa rimangono solo poche vecchie fotografie.
Nel 1984 i Frati lasciarono chiesa e convento del Paradiso, nell'ottica di un ridimensionamento dell'Ordine. La Provincia Minoritica, l'ente ecclesiastico proprietario della struttura, stilò un accordo con la Diocesi, poi nel tempo aggiornato, e al Paradiso si trasferirono tutte le funzioni parrocchiali che ormai S. Savino non riusciva più a fronteggiare. Ma nel 2000, durante i lavori di ripavimentazione della chiesa, le celebrazioni tornarono nella vecchia sede parrocchiale per alcuni mesi.
 
   
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